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GUIDA ALLA MODELLAZIONE: CONSIGLI SULLA MODELLAZIONE PER LA STAMPA 3D

Il processo di produzione di un oggetto 3D si divide in tre passaggi fondamentali e la modellazione dell’oggetto rappresenta il primo step. In questa guida vedremo come preparare un modello tridimensionale per la stampa 3D. Questa breve guida è valida per qualsiasi modello 3D, a prescindere dal software utilizzato.

Step 1

Il modello 3D deve essere composto da solidi manifoild, ovvero un solido in cui ogni singolo spigolo ha sempre due facce che si uniscono per creare il solido in questione. Le superfici del solido non devono essere caratterizzate da “aperture” (spigoli nascosti, vertici e spigoli che non appartengono a nessun solido) e le facce devono appartenere ad uno ed un solo solido. In poche parole il solido deve essere a tenuta stagna, se si immaginasse di versarci dell'acqua, questa non deve uscire da qualche buco. Per trasformare il proprio oggetto in manifoild si possono usare servizi online come netfabb.

Altri problemi che possono incorrere nel modello 3D sono:

  • Normali invertite:  ogni triangolo della mesh ha una sua normale e tutti i triangoli devono avere la normale corretta che si "affaccia" verso l'esterno. Se il modello contiene una o più normali invertite la stampante 3D non sarà più in grado di determinare quale sia la parte interna e quale sia quella esterna dell’oggetto, generando errori.
  • Superfici intersecanti: questo è un errore di progettazione. Le facce intersecanti generare un bordo che costituisce un grave problema durante la lettura del modello 3D, infatti sarà difficile per il programma interpretare l'oggetto nella sua giusta maniera.
  • Densità della mesh: quando si salva o si esporta un modello è importante considerare la densità dei poligoni utilizzati. Una mesh formata da pochi poligoni, risulterà sfaccettata e la superficie in stampa manterrà questo aspetto, risultando scalettata. Quindi, a meno che non sia una scelta precisa di progettazione, è utile prestare attenzione alla risoluzione della mesh che si intende utilizzare.

 

Step 2

L’oggetto deve essere modellato in scala 1:1. Prima di mandare un oggetto in stampa, lo si esporta in formato STL, un'estensione, binario o ASCII, che rappresenta un solido la cui superficie è stata semplificata in triangoli. Questo è il file che verrà caricato nel programma di Slicer, per esempio Cura (è il programma che mi "affetta" l'oggetto e mi costruisce il percorso macchina con un file di uscista in .GCODE). L’importanza della modellazione in scala reale sta nel fatto che, una volta esportatoil file in STL, scalarlo successivamente l’oggetto perderà di definizione.

Step 3

Gli oggetti disegnati dovrebbero essere tendenzialmente pieni. Il modello dovrebbe essere un oggetto pieno perchè in seguito il riempimento e lo spessore del contorno si possono gestire all’interno dello Slicer, quindi in caso di oggetto vuoto, mi basta dargli una “Fill Density” dello 0%. Questo modus operandi mi consente di consumare meno materiale e diminuire i tempi di stampa.

La nostra filosofia

Tutto è materia, tutto è energia.

Materia e forma sono una dicotomia.

Dare forma alla materia, questo è il nostro compito.